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LA STRADA DEI CAMPIONI PASSA DAI CAMPI FLEGREI
di Silver Mele 17 giugno
Da queste strade sono passati eserciti, imperatori e navigatori. Giovedì passeranno i campioni di domani.
Bacoli e i Campi Flegrei si preparano ad accogliere il Giro d'Italia Next Gen, la corsa che più di ogni altra racconta il futuro del ciclismo mondiale. Non una semplice gara riservata agli Under 23, ma il laboratorio dove prendono forma i protagonisti delle grandi classiche, dei Giri e dei Tour che verranno.
Per un giorno il rosa del Giro tornerà a colorare la Campania, attraversando uno dei territori più straordinari del Mediterraneo. Un luogo in cui il mare incontra i vulcani, la leggenda si fonde con la storia e ogni curva sembra custodire un racconto antico.
IL GIRO DEI FENOMENI
Dopo il Giro d'Italia dei professionisti e quello delle donne, il grande ciclismo completa il proprio viaggio con la corsa dedicata ai migliori talenti internazionali.
L'edizione 2026 è partita da Reggio Calabria e si concluderà il prossimo 21 giugno a L'Aquila dopo otto tappe e oltre mille chilometri di corsa. Un percorso esigente, con più di quattordicimila metri di dislivello e due arrivi in salita destinati a selezionare i migliori.
Tutti gli occhi sono puntati su Lorenzo Mark Finn.
Il campione del mondo Under 23 della Red Bull Bora-Hansgrohe si è presentato al via con il ruolo di favorito assoluto. Toccherà a lui difendere una maglia iridata che torna a brillare al Giro dei giovani dopo vent'anni di assenza.
Alle sue spalle una generazione affamata e talentuosissima: il brasiliano Henrique Bravo, gli uomini Bahrain Kasper Borremans e Jan Jackowiak, l'olandese Daan Dijkman, i francesi Rémi Daumas e Matisse Van Kerckhove.
Nomi ancora poco conosciuti al grande pubblico, ma che gli osservatori considerano già le stelle del ciclismo che verrà.
LA TAPPA PIU' BELLA
Se il Giro Next Gen è la corsa del futuro, la tappa di Bacoli rappresenta il perfetto incontro tra sport e territorio.
Il percorso è interamente disegnato nei Campi Flegrei e attraversa scenari che non hanno eguali al mondo. Cuma, Baia, Miseno. Luoghi che raccontano l'antica Grecia, la grandezza di Roma e il fascino immortale di una terra sospesa tra archeologia e natura.
Ma guai a pensare a una passerella.
I continui saliscendi, le ripetute ascese verso Monte di Procida, lo strappo delle Mofete con pendenze che raggiungono il quindici per cento e le continue variazioni altimetriche renderanno la corsa nervosa, spettacolare e selettiva.
Una tappa da interpretare con coraggio e intelligenza.
Le qualità che distinguono i campioni dagli inseguitori.
DUE RAGAZZI CAMPANI IN MEZZO AI GIGANTI
Tra i grandi nomi della corsa ci saranno anche due ragazzi che porteranno con orgoglio la Campania nel gruppo internazionale.
Michele Pascarella, maddalonese, e Giuseppe Sciarra, originario di Caivano, difendono i colori del Team Nippo Professional insieme a un altro italiano e a tre corridori giapponesi.
Per loro quella di Bacoli sarà molto più di una tappa.
Sarà una corsa in casa.
Pascarella si è già messo in luce nelle prime giornate conquistando la "Carta Giovani" come miglior italiano di tappa e occupando una posizione di prestigio nella classifica riservata ai giovani. Sciarra, invece, sta stringendo i denti fin dall'inizio della corsa, combattendo anche contro una fastidiosa influenza che ne ha limitato il rendimento.
Entrambi arriveranno nei Campi Flegrei con la voglia di lasciare il segno davanti alla propria gente. Entrambi hanno vissuto l'apprendistato alla scuola del pedale di Aurelio Cesaro.
DA MARZAIOLI A PASCARELLA: IL CICLISMO COME EREDITA'
Le grandi corse vivono di classifiche.